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Un regalo senza incarto ma con un nastro blu

È bello che ci si voglia bene e ci si senta a proprio agio anche vedendosi a distanza di mesi/anni…non è una cosa che capita sempre, e quindi ancor più preziosa ed è anche per questo motivo che dedico questa canzone

All’amore !

Pioggia e sole
cambiano
la faccia alle persone
Fanno il diavolo a quattro nel cuore e passano
e tornano
e non la smettono mai
Sempre e per sempre tu
ricordati
dovunque sei,
se mi cercherai
Sempre e per sempre
dalla stessa parte mi troverai
Ho visto gente andare, perdersi e tornare
e perdersi ancora
e tendere la mano a mani vuote
E con le stesse scarpe camminare
per diverse strade
o con diverse scarpe
su una strada sola
Tu non credere
se qualcuno ti dirà
che non sono più lo stesso ormai
Pioggia e sole abbaiano e mordono
ma lasciano,
lasciano il tempo che trovano
E il vero amore può
nascondersi,
confondersi
ma non può perdersi mai
Sempre e per sempre
dalla stessa parte mi troverai
Sempre e per sempre
dalla stessa parte mi troverai

(Francesco De Gregori)

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Un gettone …un giro

Vi racconto la mia passione sfrenata per i gettoni, o meglio per tutto quello che funziona con le monetine…

Darei un bacio al signor “Ceccato”

Vicino a casa mia, sulla Strada Montanara hanno aperto  un Autolavaggio grande, ha otto box per aspirare

E dieci box per lavare: è una meraviglia, con 3 gettoni (3 euro) lavo la Panda e mi diverto come una pazza.

Un gettone per aspirare gli interni e due gettoni per il lavaggio completo.

Ma la parte che più mi piace è il risciacquo a pressione: uso sempre la massima potenza e, come al solito, mi bagno sempre tutta perché la lancia è più grande di me!

Altra mia passione è la lavanderia a gettone: ne ho trovata una a Castelbolognese sulla via Emilia tutta colorata e accessoriata di tutto! Ti danno la possibilità di lavare anche le scarpe da ginnastica (è cosa rara, questo a Imola non te lo lasciano fare).  Io poi vado alla lavanderia a gettone per lavare tutte quelle cose che nella mia lavatrice non mi sogno di lavare (pedane grandi e, appunto, scarpe…) e con otto euro porto a casa tutto pulito e asciugato. Mentre aspetti che la maxi lavatrice finisca il lavaggio, c’è la possibilità di navigare in internet, ma io spero sempre di trovare qualcuno per fare quattro chiacchiere J

…a volte capita altre volte no…

Ma i gettoni più belli rimangono quelli di plastica delle giostre, in particolare quelli dell’autoscontro, dove di solito le ragazze, regolarmente in coppia, cercano di urtare una coppia di tipi carini… e fra uno scontro e l’altro..un sorriso e l’altro… i gettoni finiscono…. e si ritrovano a mangiare lo zucchero filato insieme!

Ho scaldato il motore…riparto (piano però)

Sono decisamente in imbarazzo, ma se non mi sblocco da sola chi può farlo?

Ciao a tutti.

Sono passati tanti mesi, sono stata silenziosa, ma ho deciso di raccontarvi dove e cosa ho fatto…
Vabbè. Visto che sarà una cosa lunga…meglio se ci sediamo e, visto che sono nervosa, meglio se mentre scrivo mi bevo una tisana rilassante; ne volete una anche voi?

Bene ora…inizio:
dopo la scomparsa della mia mamma mi sono sentita perduta.
Mi sembrava di non avere più niente.

Poi, un giorno, ho risposto ad un annuncio di lavoro e se fossi stata scelta mi avrebbe “riportato indietro nel tempo”.

Forse era quello che volevo, poter tornare indietro per una specie di riscatto almeno nel mondo del lavoro  …e infatti fui scelta da due donne.

Non so chi mi ha voluta delle due, ma poco importa. Quella volta non venni scartata; un impiego in una ditta di Trasporti, per la precisione un lavoro a tempo determinato presso una bella ditta ad Ozzano Emilia, nell’ ufficio spedizioni internazionali e camionistico.
Ero spaventata, emozionata, ma felice, potevo ripartire e non a piedi; ma su un bilico, un tir, una nave, un aereo, un muletto…insomma potevo farcela!
Un impiego che sarebbe durato solo qualche mese, così mi avevano detto. Poi, invece, si è protratto; mi sentivo privilegiata e protetta, non mi sono risparmiata.

E poi lo sapete; la Marghetti o le si vuol bene oppure la si odia, non ho il senso della misura.
Ti posso soffocare di attenzioni, di parole, di esuberanza, oppure di silenzio….
Il lavoro procedeva fra un rinnovo e l’altro del contratto, e intanto passavano i mesi.  E nonostante i bei rapporti di amicizia all’interno della ditta, mi sentivo sempre più sola…ma forse volevo esserlo nella mia testa!

Mi ripetevo che se sacrificavo i miei interessi, le cose che danno gioia, (come scrivere ) avrei conservato il lavoro…una specie di punizione per aver ottenuto una cosa bella, come un impiego che adoravo facendo un lavoro che, modestamente, mi riusciva bene.
Ho agito così perché ho sempre dovuto perdere qualcosa per ottenerne un’altra…o così ho sempre pensato che funzionasse…(sbagliando).
Non saprò mai se dopo il 30 di settembre 2011 la ditta mi avrebbe confermato.
In quanto il 25 luglio mi è successa una cosa che adesso (adesso sono pronta) vi racconto, con la speranza di non rattristare nessuno.

Il 25 luglio 2011 mi sono sentita male e sono dovuta andare in ospedale…e lì ho scoperto che la mia vita era appesa a un filo.

Non vi racconterò nel dettaglio…ma sappiate che in cinque minuti ho rivisto tutta la mia vita scorrere.
E piangendo mi sono chiesta perché ancora dolore.
Perché …Perché….???

Ho subito due interventi …beh non la tengo tanto lunga; il cancro.
Ecco cosa mi è successo.

Sono diventata anche io un agente speciale.

Non uno 007, ma bensì uno 048…come dite?
se ho la licenza di uccidere? nooooo ho la licenza di vivere intensamente e fra una pozione di chemio e l’altra; cerco di farcela!

Sappiate che in questi lunghi mesi ho conosciuto delle persone stupende, dopo tanto amore “virtuale”, avevo bisogno di calore e occhi veri che ti guardano.
Vi chiedo perdono.

Ma so che potete capire voi, amici di penna e di blog, mi dovete perdonare di avervi un po’ isolato.
Ho bisogno di sapere che “per ritrovare me stessa” ho dovuto lasciarvi andare per un po’…
Ma sono pronta per i rimproveri e me li merito…però credetemi; non ci sono riuscita a tenere in piedi tutto.

No, non ci sono riuscita.

Ogni giorno mi ripetevo domani…scriverò domani…e quei domani sono diventati mesi.
Lontana da tutti voi che avete continuato a cercarmi, ma non potevate trovarmi; perché nemmeno io mi vedevo più…

Non cambierò mai… ma la speranza di ritrovarvi  qui …ancora una volta mi stimola a non mollare!

 

E ritorno a parlare…

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Una vera tempesta di emozioni non positive mi ha letteralmente “stesa”.

Come sapete la mia mamma è deceduta dopo un calvario lungo cinque mesi, non riesco ancora ad abituarmi all’idea: mi manca non riesco a piangerla come vorrei, non riesco a pensarla come vorrei…questo è quello che da stupida dicevo al telefono parlando con suo marito.

Lui difficilmente mi rispondeva che mancava anche a lui, ma non ci ho fatto molto caso. Ognuno di noi ha il suo modo di sentire, ci sono delle persone che sanno gestire il “dolore”.

Io ho dei tempi molto lunghi anche per soffrire.

Solo da poco ho scoperto che lui ha un’altra donna. Una donna conosciuta subito dopo il verdetto che mamma sarebbe morta. Il cancro al pancreas non perdona…e io non riesco a perdonare lui.

Ma non per la nuova compagna; non lo perdono per avere permesso a questa signora di frugare negli armadi di mia mamma.
Di aver prelevato tutti i gioielli, tutti i vestiti migliori, tutte le sue borsette (che come sapete lei cuciva e creava con le sue mani…).

Ha tradito la promessa fattami il giorno del suo funerale: nessuno avrebbe toccato le cose di mamma e noi (mia sorella ed io) in cambio avremmo fatto la rinuncia sulla eredità. Cosa che abbiamo fatto dopo solo quindici giorni, in modo che lui potesse avere l’appartamentino con mobili e suppellettili.

Mi sento una stupida, mi sento tradita e solo ora riesco a parlarne senza soffocare nelle mie stesse lacrime.