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Chérie Mon

Vorrei essere vento e far volare via i pensieri e la tristezza.
Il sole vorrei essere per scaldarti se avrai freddo
e acqua fresca per quando avrai sete.

(No, così non va bene, sono troppo mielosa è necessario trovare un po’ di cattiveria )

Vorrei essere fuoco
e bruciarti come il sole arde la pelle nuda.
Vorrei essere terra e ricoprirti per trattenerti,
immobile, alla frusta della mia passione.

(Ohhh ecco così mi sembro già un po’ più cattiva )

Ma tu dovrai ascoltare.
Non il suono delle parole, ma la tempesta della mia anima.
Ti legherò a me fino a farti sentire male.
Perchè più stretto sarai e più potrai capire
quanto difficile unire due spiriti diversi
e farli sottostare alla legge dei corpi in tumulto.

(mi faccio quasi paura da sola sto diventando cattivissima)
…e mi domando sei sicuro di volermi così?
Non pensi che dopo tutte ste botte (anche se son botte di passione) finirai stremato?
e quindi ti dico che:

Vorrei essere vento e far volare via i pensieri e la tristezza …

(e vabbè non ce la posso fare…)
Scrik scrok…(cioccolatino tu mi provochi e io ti mangio).

Bacionotte e giorno…

notte e giorno foto prelevata da google

Questa sera l’autunno è stato baciato da un sole tardivo.

Ma il tuo sole “a quattro stagioni” bacia i giorni della mia vita giorno dopo giorno…

E perché la notte no?

In attesa che arrivi Natale mi mangio una mela

vorrei abbracciarti

 

Sprofondati sul sofà

Io e te.

Luci basse,candele accese

profumate…

si riflettono nei miei occhi.

Due piccole stelle,dici

due piccoli teneri fuochi…

E io le ritrovo nei tuoi

ancora più luminose.

È un gioco di sensuale dolcezza

il tuo piede cerca il mio

e lo accarezza

mangiando la stessa mela

a piccoli morsi ti assaggio

mi assaggi…con un bacio rovesciato.

 

 

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Mancano sette giorni a Natale ho voglia di parlare

con_Tarlo_un_pomeriggio

  Allora non volete sapere di quella sera in cui con le mie amiche del corso di Spagnolo si decise di andare a San Lazzaro al Bowling… Dove per via del mio peso mi diedero la boccia rosa da bambini, non tenendo conto però che ho le mani grandi…

…Ecco la Marghetti al tiro, boccia in mano. Licia (è bravissima) che mi dice fai così… fai colà, prendi la rincorsa e lancia il più dritto possibile…

Ecco appunto…non lo volete sapere.  Beh, pazienza…(rido).

 

E neanche volete sapere di quella giornata…

Marradi Maneggio, sììì… tutto il branco delle "smesse" a cavallo. Io adoro quell’animale, però a differenza di Claudia, Simona e Gabriella io non ci ero mai salita sopra. Comunque mi presentai vestita modello Calamity Jane, cappello e  frange comprese, che ridicola!

Il titolare del maneggio, un omone di poche parole, stava assegnando il cavallo a tutte… e io raccomandavo di darmene uno tranquillo. Lui mi guarda e dice: "Tu, con quella faccia che ti ritrovi… Eheheh… ti darò… ti darò…Fulmine!".

Ah, già, ma non lo volete sapere… (rido molto). Beh, pazienza anche stavolta…

 

 

E che per anni ho fatto l’abbonamento al Teatro Duse di Bologna, e che ci andavo con Roberta sempre il giovedì sera… nemmeno questo volete sapere…

Nel pacchetto comprato in Internet, oltre ai classici era compreso anche lo spettacolo comico.Bene… chi mi conosce dal vivo sa che risata ho io… e a chi non mi conosce, a quanto pare non va di saperlo…

Quindi com’è che a un certo punto la Premiata Ditta abbia smesso di recitare perché piegata in due dal ridere, no, non lo volete sapere. E quindi non ve lo racconto… Eheheheheh!

 

Invece, e a me fa piacere saperlo, volete la pagina 141 del mio libro, che se per certi versi vi ha fatto (non a tutti, è ovvio) piangere, però  possiede al suo interno alcuni attimi meravigliosi di amore oltre ogni limite, e tanti, tanti indimenticabili sorrisi…  (ora sorrido, infatti!)

 

 

Voglio urlare, pag. 141

 

Castelfranco Emilia.

Noi si andava a turno a trovare Milo in carcere.

Lui mi vedeva bellissima: come facesse me lo domando ancora.

E di me parlava anche con gli altri detenuti.

Bisogna che spieghi che un paio di mesi prima ero stata intervistata fuori dal solito supermercato. Non potevo nemmeno immaginare che in realtà si trattava di una selezione per la partecipazione allo spot televisivo di un famoso detersivo.

Ma ci credi che hanno preso proprio me?

Così mi ritrovai sulle varie reti televisive a raccomandare con convinzione l’acquisto di quel detersivo piuttosto che di un altro.

Lo spot andò in onda per tanti mesi, ma io non ne avevo fatto parola con nessuno.

Cosa vuoi che ti dica, mi vergognavo.

Ma un bel giorno, in refettorio, Milo che neanche a dirlo stava parlando di me, all’improvviso si vede comparire in televisione la mia bella facciotta.

Lui sgrana gli occhi: eccola, è lei mia sorella, è lei!!

Non si può dire com’era felice: una sorella famosa!

La settimana dopo, durante il solito colloquio, mi vedo recapitare da un Milo felice e orgoglioso una pila di fogli dei vari Angelo, Antonio, Piero, Peppino, con solenne richiesta di autografo possibilmente con dedica.

 

Lui mi amava alla follia.

E così io amavo lui.

Ma forse davvero e per davvero non glie l’ho mai detto.

Sorrido, ma mi manca da morire.

 

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